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il BarritoMORGAGNI
Critica

Una scuola non ordinaria

Com'è nata la prima settimana di didattica alternativa del Morgagni dopo molti anni: corsi, ospiti, tornei, un nuovo murales e una comunità studentesca unita.

A cura della redazione · · 3 minuti di lettura

La settimana passata, il liceo scientifico G.B. Morgagni di Monteverde, a Roma, ha vissuto la prima settimana di didattica alternativa dopo molti anni. Alcuni studenti, con l’aiuto prezioso della preside e di membri del personale, si sono impegnati per far vivere alla scuola cinque giorni diversi dall’ordinario. I problemi da risolvere sono stati continui, la fatica condivisa e le opinioni diffidenti diffuse, ma molti ci hanno creduto e venerdì 30 gennaio, chiuso il sipario, l’emozione condivisa è stata grande e nell’aria si leggeva un “ci siamo riusciti” avvolto dalle risate.

Cosa significa davvero organizzare una settimana di didattica alternativa?

Nel corso dei mesi noi studenti ci siamo incontrati per raccogliere idee riguardo ai corsi da organizzare, gli ospiti da portare e la gestione degli spazi. Abbiamo accolto le proposte di ogni studente e organizzato corsi che spaziassero da questioni geopolitiche, come il conflitto in Sudan, il genocidio palestinese o la situazione dell’America Latina, fino a ore dedicate a scacchi, D&D, videomaking e tornei di pallavolo, basket, ping pong e calcio. Senza dimenticare però corsi sulla militanza, sui centri sociali, sulle migrazioni, sul fascismo e sulla memoria e laboratori di scultura o scrittura o di yoga o meditazione; ma anche i corsi di primo soccorso, medicina, public speaking, matematica, biologia, educazione sessuo-affettiva e molti altri. Moltissimi esperti hanno tenuto lezioni durante la settimana e siamo riusciti ad arricchire la scuola con un progetto di riqualificazione degli spazi e con la realizzazione di un nuovo murales.

L’organizzazione è stata complessa e molto lunga, ma un pezzo alla volta abbiamo incastrato gli orari, assicurato un servizio d’ordine di studenti, che a turno si premurasse di mantenere l’ordine, e gestito le questioni logistiche.

Che importanza ha la settimana di didattica alternativa?

Dà la possibilità agli studenti di scoprire nuovi interessi tramite corsi inaspettati. Attraverso conferenze politiche e di attualità permette di diventare cittadini più consapevoli, campo in cui la scuola spesso ha delle mancanze dovute al poco tempo a disposizione per affrontare la storia contemporanea e al riserbo con cui alcuni temi vengono affrontati. Rende possibile a chi altrimenti non avrebbe le facoltà economiche e il tempo libero necessario di fare esperienze culturali, ricreative e sportive essenziali alla crescita equilibrata di un adolescente. La settimana di didattica alternativa diventa quindi non solo un momento volto a rafforzare il rapporto tra gli studenti, ma anche uno spazio di formazione politica e sociale che permette a ogni studente di sviluppare il suo pensiero critico e che si allinea pienamente con i valori che caratterizzano la pubblica istruzione.

La scuola dovrebbe essere un luogo di gioia, gioia di stare insieme, gioia di sapere, gioia di affacciarsi al mondo. Non possiamo permettere che la scuola diventi fredda, chiusa alle nuove proposte, avvilente per studenti, professori e personale. La settimana passata il Morgagni è riuscito in questo intento, nonostante gli ostili e i dubbiosi presenti tra gli studenti e nel personale, permettendo a chi ancora vuole aggrapparsi a un’idea di scuola nuova e veramente positiva di vedere l’intraprendenza che ci permette di portare nella scuola la gioia che dovrebbe esserci e una comunità studentesca unita e collaborativa.

Gli studenti organizzatori: Jacopo C., Matteo C., Gabriele D., Leone D., Anna F., Eleonora L., Agnese L., Nicoletta L., Simone N.

Pubblicato anche sul giornale di carta: numero 4 (2025/26), «Speciale autogestione».

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