Tra aspettative e realtà
Tutti ci siamo sentiti almeno una volta vittime dei nostri pensieri e del confronto con gli altri. Come uscirne: andare dritti per la propria strada.
Tutti noi almeno una volta nella nostra vita abbiamo sperimentato cosa vuol dire essere vittime dei nostri stessi pensieri e delle nostre stesse paure. Quante volte ci è capitato di pensare a come la vita degli altri fosse sempre più bella, più piena e più divertente della nostra; ci saremo quindi convinti di essere noi il problema, di non essere abbastanza.
Quello di cui però non ci si rende conto è che nessuno può sfuggire a tali dubbi e al senso di inferiorità che ne può derivare. Cos’è che fa la differenza? Semplicemente il modo che ognuno ha di reagire a questi e di mascherare le sue insicurezze, perché alla fine esse non sono altro che pensieri senza alcuna reale esistenza o certezza, che sussistono solo nella nostra mente.
La chiave di tutto è lasciarsi scivolare addosso le critiche non costruttive, i giudizi non richiesti ed eliminare ciò che ti fa sentire fuori posto, sbagliato. È vero che, anche e soprattutto con l’avvento dei social, le aspettative sono alte per qualsiasi cosa, che si tratti dell’università da frequentare, delle attività da svolgere, delle uscite da fare… Se ci si sofferma solo su queste, però, si rischia di dimenticare la cosa più importante: vivere. Inoltre si rischia di condurre una vita segnata dalla passività, alla ricerca costante dell’approvazione degli altri e delle esperienze più assurde, solo perché famose o “socialmente apprezzate” e non perché realmente desiderate.
Cosa si può fare? La soluzione è semplice: andare dritto per la propria strada, non lasciando che gli altri decidano per te e tenendo come obiettivo principale quello di coltivare la propria felicità e il rispetto di sé.
Pubblicato anche sul giornale di carta: numero 6 (2025/26), «L'ultima edizione dell'anno».
