Scuole inagibili, ministri occupati altrove
Secondo Legambiente meno della metà delle scuole italiane ha il certificato di agibilità. Studiare in edifici non sicuri non può essere considerato normale.
Le scuole italiane non chiedono attenzione, la implorano. Lo fanno con crepe sui muri, termosifoni rotti, infiltrazioni d’acqua e tetti che cedono lentamente. Ma il vero scandalo è pensare che studiare in luoghi non sicuri sia normale.
“Su oltre settemila edifici analizzati in 97 Comuni capoluogo, solo il 47% ha il certificato di agibilità, il 45% un collaudo statico e meno del 15% degli edifici in zona sismica è stato progettato o adeguato secondo le norme antisismiche.”
Così denuncia Legambiente. Se questi numeri non creano agitazione, allora il problema è ancora più grave. Dire che meno della metà delle scuole è agibile significa che molti studenti frequentano edifici che non sono a norma. Senza certificati e controlli strutturali, si va avanti sperando che non succeda nulla. Il fatto che pochissime scuole siano adeguate alle norme antisismiche rende la situazione ancora più pericolosa.
La sicurezza dovrebbe essere una priorità che garantisce il diritto allo studio, non un optional.
Pubblicato anche sul giornale di carta: numero 4 (2025/26), «Speciale autogestione».
