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Critica

One-Frame Man: 6 anni d'attesa per 6 mesi di lavoro

La terza stagione di One Punch Man, tra combattimenti immobili e voti a picco, e cosa racconta delle condizioni di lavoro degli animatori in Giappone.

Di Davide R. · · 3 minuti di lettura

Non è una novità: in Giappone le condizioni di lavoro per gli animatori sono pessime. Scadenze assurde, richieste impossibili e stipendi miseri sono solo alcuni dei tanti problemi del mestiere. I risultati di questo sfruttamento, quando si manifestano, sono in genere due: o escono fuori animazioni formidabili al limite del credibile, quasi ai livelli della Disney dei tempi del 2D, come nel caso dello studio MAPPA (noto per Jujutsu Kaisen e Chainsaw Man), oppure vengono fuori interi episodi composti praticamente solo di immagini ferme, talmente statiche da ricordare un PowerPoint. Oggi parleremo ovviamente del secondo caso.

One Punch Man, un manga apprezzatissimo, action e comedy, aveva già visto due stagioni animate e, nonostante la prima fosse animata in modo nettamente più apprezzabile della seconda, il livello era rimasto accettabile. Piccolo problema: la terza stagione non si decideva a uscire! 6 anni, 6 ANNI sono passati tra l’uscita della seconda e della terza stagione, e ciò faceva sperare in buone animazioni, visto che in questi 6 anni era uscito un trailer decentemente animato. Finché… non è uscito il TRAILER UFFICIALE! Trenta secondi di PPT, e ciò ha fatto “immarronire” le mutande un po’ a tutti.

Alla fine la terza stagione è uscita ed è stato un DISASTRO! Combattimenti immobili, disegni pessimi, e di tutto questo il “Garou slide” era diventato il marchio di fabbrica: una scena di diversi secondi di un personaggio (Garou, per l’appunto) che scivola da una collina come se fosse un PNG (per chi se lo ricorda, un po’ come la tigre volante gigante di Uncle Grandpa). Gli episodi andavano avanti e i voti si abbassavano in continuazione, raggiungendo il fondo del barile con l’episodio 6 (numero che, stranamente, continua a tornare in questa faccenda) che ha ottenuto un voto complessivo di 1,6/10 (ecco, cos’ho appena detto?), mentre dall’altra parte un altro anime stava ottenendo voti positivi a raffica. Sto parlando di My Hero Academia, che con un episodio da 9,9/10 è entrato a gamba tesa nella top degli anime migliori dell’anno (al contrario di One Punch Man), ed è qui che si è iniziato a soprannominare questo flop storico One Star Man (recensioni da una stella) o One Frame Man. Inoltre, piccolo excursus comico, O.P.M. appare su Crunchyroll come prodotto simile a Blue Lock, altro anime la cui terza stagione, guarda caso, era stata un incredibile PPT.

Ovviamente tutto si è concentrato in uno shitstorm sugli animatori, che poi si sarebbero rivelati delle vittime. Infatti, durante l’episodio 8, l’unico animato in modo decente e l’unico ad aver raggiunto la sufficienza, appare un singolo frame in cui si legge la data della tavola, che risaliva a circa 6 (aridaje) mesi prima. Praticamente, quello che era successo è che gli animatori di J.C.Staff (lo studio che si occupava della stagione) erano stati incaricati del progetto pochi mesi prima della sua scadenza, e ciò spiega il casino.

La terza stagione non è ancora terminata e la vicenda si sta ancora evolvendo, quindi non si sa cosa provocherà questa rivelazione, ma si spera che questo faccia aprire gli occhi su questo gravissimo problema e che in futuro le condizioni di lavoro possano diventare più sane, non solo in Giappone ma in tutto il mondo.

Pubblicato anche sul giornale di carta: numero 3 (2025/26), «L'ultima edizione del 2025».

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