Marie Curie, la regina della scienza
L'unica donna nella scienza diventata più famosa del marito con cui ha lavorato: dalla pechblenda al polonio e al radio, fino ai due premi Nobel.
Nella storia della scienza ci sono tante donne la cui memoria è stata oscurata dagli uomini con cui hanno lavorato. Pensiamo ad esempio a Rosalind Franklin, che ha fornito un aiuto decisivo per la scoperta del DNA, il cui merito è poi andato tutto ai colleghi maschi Watson e Crick. Esiste un’unica donna nella scienza che è diventata più famosa del marito, con cui ha lavorato, ed è a oggi considerata un genio assoluto.
Maria Salomea Skłodowska nacque a Varsavia nel 1867 e fu una grande chimica, fisica e matematica. Nel 1891 si trasferì a Parigi dove fu naturalizzata francese. Nel 1894 iniziò a lavorare con il fisico e matematico Pierre Curie. I due dopo qualche anno si innamorarono ed ebbero due figlie.
Nei suoi primi studi, Marie studiò la pechblenda, un minerale radioattivo costituito principalmente da diossido di uranio (UO₂). Quello che sorprese Marie fu che alcuni campioni di pechblenda erano molto più radioattivi dell’uranio puro. Facendo altri studi Marie nel 1898 riuscì a isolare un’impurità della pechblenda responsabile di questa forte radioattività. La scienziata si rese conto che queste impurità erano costituite da un atomo sconosciuto, che fu chiamato polonio dalla comunità scientifica in onore delle origini polacche di Marie. Il polonio è 330 volte più radioattivo dell’uranio, ma ha un’emivita molto corta dovuta alle alte emissioni di particelle alfa; esso fu molto utile a Chadwick nel 1932 per scoprire il neutrone.
La gloria del polonio però non durò molto per colpa del radio. La scoperta del radio fu molto più complicata di quella del polonio, perché le concentrazioni di radio sono estremamente piccole nella pechblenda e per averne una quantità sufficiente a calcolarne peso e massa atomica bisognava purificare tonnellate di minerale. Il lavoro fu molto lungo. Marie doveva essere molto attenta nel processo di purificazione; la scienziata doveva infatti ripetere un processo molto complicato per avere una piccolissima quantità di radio e se fosse rimasta anche solo un’impurità il lavoro di molti giorni sarebbe andato buttato.
Finalmente nel 1902 Marie riuscì a misurare la massa atomica del radio. Questo materiale fu molto utile perché permise la realizzazione delle prime radiografie e inoltre riusciva a curare certi tipi di cancro alla pelle, in quanto le radiazioni bruciavano il tumore. Per queste sue scoperte, Marie fu la prima a vincere due premi Nobel in due campi diversi (fisica e chimica), anche se il primo premio fu vinto con il marito.
Purtroppo Marie non aveva fatto i conti con gli effetti tossici delle radiazioni. Nello stesso periodo alcune persone si bruciarono per il contatto diretto con il radio. Negli ultimi anni della sua vita lei stessa fu colpita da un’anemia aplastica, che durò fino alla sua morte nel 1934. Molti dei suoi vicini morirono per tumori. Gli appunti di Marie, la sua casa e la gran parte degli oggetti che le appartenevano non sono accessibili al pubblico in quanto radioattivi. Tutti i suoi appunti dal 1890 sono chiusi in scatole di piombo e per consultarli bisogna indossare delle protezioni appropriate.
La sua memoria è ancora viva nella comunità scientifica. La Commissione europea con le “Marie Skłodowska-Curie actions” sostiene giovani ricercatori ad iniziare la propria carriera nel mondo della ricerca.
Pubblicato anche sul giornale di carta: numero 5 (2025/26), «Speciale 8 marzo».
