Marco Gallo, si può vivere così
La storia di un ragazzo di 17 anni morto nel 2011, la sua sete di senso e la causa di beatificazione aperta a Milano il 7 marzo 2026.
Marco Gallo, un nome che all’apparenza non ci dice nulla, è stato protagonista di una vita straordinaria, nonostante la sua semplicità. Nasce a Chiavari (Liguria) il 7 marzo 1994; dopo essersi trasferito nella provincia di Milano nel 1999, nel 2007 inizia il liceo scientifico “Don Gnocchi” a Carate Brianza. Il 5 novembre 2011, a 17 anni, mentre si reca a scuola viene investito e muore. Ma chi era questo ragazzo? Perché la sua vita è stata tanto grande da permettere l’apertura della causa di beatificazione il 7 marzo di quest’anno? Ma soprattutto, perché ci interessa?
Marco fin da piccolo avverte un grande bisogno di trovare un senso e non sopporta il tempo sprecato: “Io, nella mia persona, sento ogni giorno il bisogno incontenibile di dare un significato, anche a una sola giornata”, scrive in un suo diario. Nel 2011 inizia a scrivere della sua vita in una cartella del computer chiamata “Eh! Si può vivere così”. Marco è sempre stato un ragazzo semplice, ordinario; a 9 anni inizia a giocare a calcio, ma non si trova bene nella squadra e quindi inizia a dedicarsi all’atletica, diventando anche campione provinciale. È un ragazzo pieno di passioni, tra cui la botanica. È affascinato dall’infinità di piante straordinarie che esistono sulla terra, ed è sempre desideroso di studiarne le caratteristiche. Da quando inizia le medie, esprime il suo bisogno fortissimo di risposte componendo poesie:
Vita
La vita è un fil d’argento,
quasi un monumento.
Leggera, pesante,
un cavaliere errante;
una tomba,
ed è finita.
Ma ricomincia
la vera vita.Marco Gallo, 2004
Durante i primi due anni di liceo Marco è talmente accecato dall’invidia per la compagnia di amici della sorella che non riesce a vivere serenamente. In terza superiore incontra una compagnia di amici con cui inizia a vivere la vita in modo diverso, con uno sguardo nuovo. Marco è spinto in tutto quello che fa a guardare più in alto, a cercare continuamente di scoprire cose nuove che possano placare la sua infinita sete. È un ragazzo molto vivace, esuberante, ma soprattutto sempre pronto a conoscere chi ha davanti senza pregiudizi, con sguardo cristallino, coltivando il desiderio che quella persona vedesse in sé la stessa bellezza da cui lui era rimasto colpito. Questo sguardo che ha Marco sulla vita e sulle persone fa sì che il giorno del suo funerale la chiesa sia stracolma di persone che hanno intravisto qualcosa di molto grande in un semplice ragazzo di 17 anni.
Ciò che ha sempre caratterizzato la vita di Marco è stata la sua fede cristallina; Marco era certo che dietro la sua vita ci fosse un disegno, era certo di non essere mai solo e soprattutto aveva sete di un continuo rapporto con il Mistero, qualcosa che lui non aveva chiaro ma che sapeva dare significato alla sua vita: “Mi aprirò alla ricerca del Mistero, col giudizio e col rispetto di ciò che la realtà mi pone, anche se faticoso”. Il 7 marzo del 2026 a Milano si apre la causa di beatificazione e canonizzazione di Marco Gallo.
Ho scelto di rendere nota la vita di Marco perché mi colpisce tantissimo come un ragazzo della mia età possa vivere una vita tanto intensa e sempre tesa a cercare risposta a quelle domande che alla fine ognuno di noi si pone. La testimonianza della storia di Marco è un invito ad andare sempre oltre, a cercare di più, a non accontentarsi, perché una vita vissuta così è veramente degna di essere chiamata tale.
Tutte le citazioni riportate in questo articolo sono tratte dal libro “Marco Gallo, anche i sassi si sarebbero messi a saltellare”, una raccolta di scritti e di testimonianze sulla vita di Marco, pubblicato da Itaca Edizioni.
Pubblicato anche sul giornale di carta: numero 6 (2025/26), «L'ultima edizione dell'anno».
