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Critica

Louis Tomlinson: How Did I Get Here?

Dopo quasi quattro anni Louis Tomlinson torna con un terzo album dal sound indie ed estivo, scritto in Costa Rica, e un tour mondiale con due date in Italia.

Di Beatrice C. · · 3 minuti di lettura

Louis Tomlinson torna finalmente con un nuovo album: dopo quasi quattro anni di attesa, l’artista britannico rimette piede nelle classifiche mondiali con un sound completamente rinnovato.

Annunciato il 30 settembre insieme al lancio del primo singolo Lemonade, How Did I Get Here? è il terzo album in studio di Tomlinson, pubblicato il 23 gennaio e già premiato il 30 dello stesso mese per il maggior numero di vendite nella prima settimana, sia nel Regno Unito sia in Italia. Un risultato che l’artista aveva già raggiunto con il precedente Faith in the Future, confermando ancora una volta che il suo successo è il frutto di duro lavoro e della costante devozione del suo fandom.

Rispetto ai primi due album, How Did I Get Here? presenta un sound che si muove prevalentemente tra le sonorità indie, arricchito, in alcuni brani (come Jump the Gun e The Observer), da leggere incursioni rock che rendono il disco più dinamico. L’album conta dodici tracce nella versione standard e quattordici nella versione deluxe, includendo i tre singoli Lemonade, Palaces e Imposter, tutti entrati nelle classifiche di iTunes e Spotify il giorno stesso dell’uscita.

Il sole e il caldo del Costa Rica, luogo in cui l’artista ha dichiarato di aver composto gran parte dell’album, si riflettono chiaramente nei brani, creando un’atmosfera serena, rilassata ed estiva, capace di scaldare anche un’uscita in pieno gennaio. Le tracce si alternano tra la leggerezza di canzoni come Lazy e Palaces e brani più intensi dal punto di vista emotivo come Dark to Light e Lucid. Proprio in quest’ultima, Tomlinson sembra prendere consapevolezza del percorso compiuto, chiedendosi come sia riuscito ad arrivare fin lì. È con questa domanda che l’album si chiude, dando anche origine al suo titolo.

Louis porterà How Did I Get Here? in tour mondiale a partire da marzo, con la prima tappa ad Amburgo. A giugno il tour si sposterà in Nord America, dove si concluderà a luglio, segnando per l’artista importanti traguardi come la sua prima esibizione al Madison Square Garden e il ritorno alla O2 Arena di Londra. Il tour toccherà anche l’Italia con due date: il 9 aprile all’Unipol Arena di Bologna, già visitata durante il Faith in the Future World Tour nel 2023, e il 10 aprile al Forum di Assago a Milano, dove Tomlinson aveva portato il Walls Tour nel 2021, curiosamente proprio lo stesso giorno. Il nome del tour racchiude l’importanza e la profondità del legame che il cantante condivide con i fan: diventa infatti “How did we get here?”, frase che Louis ha dichiarato di aver scelto perché i suoi fan sono stati la parte più importante della sua crescita come cantante e, senza di loro, non sarebbe mai potuto essere dov’è ora.

La critica ha accolto molto positivamente questo nuovo lavoro, lodando in particolare la maggiore sicurezza e maturità artistica rispetto ai precedenti album. Louis stesso ha dichiarato di aver osato di più nella scrittura e nella produzione, lasciandosi finalmente andare per realizzare l’album che ha sempre desiderato. How Did I Get Here? viene così descritto come un punto di svolta fondamentale nell’evoluzione dell’artista. Ancora una volta, Louis Tomlinson non ha deluso né le aspettative dei fan né quelle della critica.

Pubblicato anche sul giornale di carta: numero 4 (2025/26), «Speciale autogestione».

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