Impressionismo e oltre. A Roma 52 capolavori dal Detroit Institute of Arts
Al Museo dell'Ara Pacis un viaggio attraverso la nascita dell'arte moderna, da Courbet a Picasso, dal 4 dicembre al 3 maggio.
Il Museo dell’Ara Pacis apre le sue porte a una delle mostre più attese dell’anno: “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”, un percorso che attraversa oltre settant’anni di storia dell’arte, dagli anni quaranta dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento. Cinquantadue opere, arrivate eccezionalmente dal Detroit Institute of Arts, raccontano la rivoluzione dello sguardo che ha portato alla nascita dell’arte moderna, trasformando per sempre il rapporto tra artista, realtà e percezione.
Dove tutto cambia: il secolo che fonda la modernità
Il XIX secolo rappresenta un momento cruciale per l’arte europea. I modelli accademici vengono messi in discussione, la pittura si avvicina alla vita reale e il colore diventa protagonista, anche grazie alle teorie di Michel-Eugène Chevreul. È con queste premesse che si apre la mostra, dedicando la prima sezione ai realisti e ai primi sperimentatori della luce: artisti che, seguendo l’esempio di figure letterarie come Baudelaire e Zola, iniziano a fare del quotidiano il soggetto privilegiato delle loro opere.
L’impressionismo: la rivoluzione della luce
Il cuore dell’Ottocento si accende con l’impressionismo, movimento che nasce ufficialmente nel 1874 con l’esposizione di Impressione, sole nascente di Monet. Nelle sale dell’Ara Pacis si incontrano alcune delle figure più significative di questa stagione: Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Camille Pissarro e altri protagonisti della pittura en plein air, capaci di catturare l’attimo luminoso e la vibrazione del colore.
Dopo l’impressionismo: Van Gogh, Cézanne e la nuova costruzione del mondo
Proseguendo, il visitatore entra nel territorio del post-impressionismo, dominato dalle ricerche di Vincent van Gogh e Paul Cézanne. Qui il colore diventa intensità emotiva e la forma si costruisce attraverso pennellate strutturate, anticipando la frattura definitiva con la tradizione che esploderà nel nuovo secolo.
Il Novecento: Parigi capitale mondiale dell’arte
Il momento più sorprendente del percorso arriva con le sale dedicate ai primi due decenni del Novecento. Parigi è ormai la capitale indiscussa dell’arte moderna e due giganti dominano la scena: Henri Matisse e Pablo Picasso. Di quest’ultimo sono esposte opere provenienti da diverse fasi della sua evoluzione, testimoni dello spirito di ricerca e trasformazione che caratterizza tutta la sua produzione. Accanto a loro compaiono figure che, tra espressionismo e avanguardia, aprono nuove strade alla pittura europea, fino ad arrivare ai maestri attivi tra gli anni Trenta e Cinquanta, impegnati a interpretare la drammaticità della guerra e l’ombra della Germania del dopoguerra.
Un’occasione unica per l’Italia
La mostra rappresenta un evento eccezionale: il Detroit Institute of Arts, una delle istituzioni museali più importanti degli Stati Uniti, raramente concede in prestito un nucleo così ampio e significativo della sua collezione. Le opere scelte raccontano non solo la nascita della modernità, ma anche lo spirito di un’epoca in cui l’arte si reinventa, rompe gli schemi e prova nuove vie per rappresentare il mondo.
Un viaggio che vale il biglietto
Fino a 25 anni, è possibile avere un’agevolazione sul biglietto, che costa 14 euro invece che 24; è possibile acquistare i biglietti sul sito del Museo dell’Ara Pacis. Impressionismo e oltre non è solo una mostra, ma un percorso storico, poetico e visivo che accompagna il visitatore dalle prime ribellioni realiste fino alle avanguardie del Novecento. Un’occasione imperdibile per immergersi nei capolavori che hanno cambiato il modo di guardare l’arte e, in fondo, il modo di guardare il mondo.
Pubblicato anche sul giornale di carta: numero 3 (2025/26), «L'ultima edizione del 2025».
