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Critica

Doppiaggio AI

Prime Video ha introdotto in alcuni anime un doppiaggio fatto con l'intelligenza artificiale. Il risultato? Voci apatiche, asettiche e senza profondità emotiva.

Di Jelena F. · · 2 minuti di lettura

Recentemente, Prime Video ha introdotto in alcune serie anime un doppiaggio realizzato con l’intelligenza artificiale. Molti fan si sono accorti di ciò e hanno iniziato a lamentarsi sui social del fatto che le voci risultino robotiche e prive di emozioni. Dopo tutte queste lamentele, Amazon ha deciso di rimuovere alcuni di questi doppiaggi dalla piattaforma, ma non tutti.

Ma come sono effettivamente questi doppiaggi AI? Se non avete fatto in tempo ad ascoltarli, mi fa piacere per le vostre orecchie; purtroppo per le mie è troppo tardi, ma per il giornalismo questo e altro. Prendiamo come esempio l’anime Banana Fish: in questa serie si parla di argomenti delicati e, a volte, struggenti; un bambino che viene maltrattato e abusato dal boss di un’associazione criminale, che crescendo diventa il leader di una gang; molti suoi amici muoiono e i traumi non fanno altro che accatastarsi uno sopra l’altro come rifiuti in una discarica. Anche non capendo il giapponese, si riescono a percepire tutti i sentimenti che gli attori volevano trasmettere nel doppiaggio originale. D’altro canto, questi nuovi sono completamente apatici, asettici e sprovvisti di profondità emotiva.

Sono sempre stata una persona che preferisce la lingua originale rispetto al doppiaggio, ma non per questo penso che quest’ultimo non abbia valore. Attor* e doppiator* studiano anni, per fare un lavoro sottopagato, che un giorno, così dal nulla, viene loro sottratto da una macchina, che pur facendolo più velocemente, produce risultati nettamente peggiori.

Non possiamo aspettarci che l’intelligenza artificiale possa sostituire l’essere umano in lavori in cui trasmettere un’emozione è fondamentale.

Viviamo in un’epoca in cui l’AI si sta evolvendo sempre di più, ma non in senso buono. Molte persone pensano che l’intelligenza artificiale renda l’arte più economica e più accessibile, ma la rende anche incapace di suscitare emozioni in noi. Anzi, forse in alcuni riesce a evocare un sentimento, un sentimento di rabbia, rabbia nei confronti di questa “intelligenza”, rabbia nei confronti dei suoi creatori, rabbia nei confronti di chi ne usufruisce.

Spero che il vostro lavoro dei sogni, il vostro hobby preferito, la vostra più grande passione non vengano mai sostituiti dall’intelligenza artificiale.

Pubblicato anche sul giornale di carta: numero 3 (2025/26), «L'ultima edizione del 2025».

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