Disastri climatici
Il 2025 è tra i tre anni più caldi mai registrati. Alluvioni, ghiacciai che si sciolgono, oceani più caldi: quante altre prove servono prima di agire?
Negli ultimi undici anni sono state registrate le temperature più calde a livello mondiale, mostrando come il cambiamento globale verso un futuro sempre più caldo e con conseguenze devastanti per l’ecosistema sia una prospettiva molto vicina a noi. Gli scienziati hanno infatti sottolineato come il 2025 sia stato uno dei tre anni più caldi dall’inizio delle misurazioni moderne e che la media globale è salita di parecchio, superando il livello dell’età preindustriale. Il riscaldamento globale spiega i sempre più frequenti eventi estremi (alluvioni, uragani, ondate di calore), lo scioglimento dei ghiacciai, oceani sempre più caldi (con gravi danni per gli ecosistemi marini).
Tutti questi fenomeni costituiscono la testimonianza di un equilibrio che si sta rompendo e rendono evidente il fatto che il nostro modo di vivere attuale non risulta compatibile con il pianeta che ci ospita. Purtroppo questa è una di quelle cose che tutti sanno, ma solo pochi modificano realmente qualcosa nella propria vita; spesso si pensa che sia un “problema del futuro”, senza considerare che questo futuro potrebbe non essere così lontano e che il cambiamento potrebbe essere ormai irreversibile. La natura è fatta di connessioni delicate e non si tratta semplicemente di un bacino da cui trarre risorse senza fine o di qualcosa da controllare. Quindi non ha senso lamentarsi nelle giornate eccessivamente calde o fredde dando la colpa alla “natura impazzita”, quando siamo noi la causa principale del sovvertimento dell’ordine naturale.
La domanda è: di quante altre prove avremo bisogno prima di agire in maniera incisiva e collettiva?
Pubblicato anche sul giornale di carta: numero 4 (2025/26), «Speciale autogestione».
