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Autogestione

Concerto o mutuo?

Vent'anni fa un biglietto costava al massimo 35-40 euro, oggi per un tour negli stadi si superano i 500. Perché vedere un artista dal vivo è diventato un lusso.

Di Livia P. · · 1 minuto di lettura

Ti è mai capitato di ascoltare un album appena uscito e pensare a quanto ti piacerebbe ascoltarlo dal vivo, insieme ad altri fan? Potrebbe succedere, se solo non costasse sempre di più mano a mano che andiamo avanti nel tempo.

Ormai, per vedere un artista “per bene”, bisogna spendere cifre assurde; quando un concerto di grandi dimensioni si svolge in uno stadio o in un forum, come l’appena annunciato tour di Harry Styles, i biglietti arrivano a costare dai 500€ in su, senza poi contare i costi del viaggio per arrivare fino a dove si tiene l’evento.

Solo 20 anni fa, il prezzo massimo per un biglietto era molto più accessibile per tutti; nei primi anni 2000, infatti, i biglietti arrivavano al massimo a 35/40€, regalando un’inevitabile bella esperienza, mentre oggi capita quasi sempre di spendere cifre spaventose, che alzano le aspettative con il rischio di deludere i fan. Questa situazione è data dalla crescita dei cachet per gli artisti, che per un’esibizione guadagnano milioni e milioni di dollari, e dalle crescenti spese per le venue e i tecnici che se ne occupano, insieme a corpi di ballo e alle varie aggiunte per la performance.

Nonostante questi prezzi, sono sicura che i fan più sfegatati di un artista siano comunque convinti a procurarsi i posti migliori e a fare ore e ore di fila per vederlo, ma quando si tratta di voler solo vivere un’esperienza piacevole, diventa sempre più difficile poterlo fare.

Pubblicato anche sul giornale di carta: numero 4 (2025/26), «Speciale autogestione».

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