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Scienze

Chelydra serpentina

La tartaruga azzannatrice sembra uscita da un'epoca lontana. In Italia compare sempre più spesso, quasi sempre perché qualcuno l'ha abbandonata.

Di Clio · · 1 minuto di lettura

La tartaruga azzannatrice, o Chelydra serpentina, è un animale che sembra uscito da un’epoca lontana: massiccia, con un collo potente e una mandibola capace di chiudersi con una rapidità sorprendente. Nel suo ambiente naturale, in Nord America, è una presenza rispettata ma non temuta. Vive nascosta tra acque torbide e fondali fangosi, muovendosi lenta e silenziosa finché non si sente minacciata. È allora che mostra il suo carattere: non attacca per istinto, ma reagisce con decisione, affidandosi al morso che l’ha resa famosa.

Negli ultimi anni, però, questo rettile ha iniziato a comparire in luoghi dove non dovrebbe essere. In Italia, sempre più spesso, qualcuno la avvista in un canale di campagna, in un laghetto urbano o persino in un giardino privato. Quasi sempre si tratta di animali abbandonati: piccoli e “curiosi” quando vengono acquistati, diventano ingestibili quando crescono, e qualcuno decide di liberarsene senza pensare alle conseguenze.

Così una specie nata per vivere in ecosistemi lontani finisce per alterare quelli italiani, mettendo a rischio la fauna locale e creando situazioni potenzialmente pericolose per chi la incontra senza sapere come comportarsi. La regola, in realtà, è semplice: non avvicinarsi, non toccarla, non improvvisare. Basta mantenere le distanze e avvisare chi può intervenire in sicurezza.

Eppure, al di là dei timori, la tartaruga azzannatrice resta un animale affascinante. Forte, resistente, quasi primordiale. Ma proprio per questo non è fatta per vivere in una casa o in un acquario domestico. È una creatura che appartiene alla natura, non alla vita da compagnia. Rispettarla significa lasciarla dove dovrebbe essere e non trasformarla, per ignoranza o leggerezza, in un problema per tutti.

Pubblicato anche sul giornale di carta: numero 6 (2025/26), «L'ultima edizione dell'anno».

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